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Sharenting: che cosa significa e quali sono i potenziali rischi correlati

Negli ultimi anni, con la crescente diffusione dei social media, si è affermato un fenomeno noto come sharenting. Questo fenomeno descrive la tendenza dei genitori a condividere online foto, video e dettagli della vita quotidiana dei propri figli. Mentre per molti genitori rappresenta un modo per celebrare le tappe importanti e mantenere i contatti con amici e familiari, lo sharenting solleva anche importanti questioni legate alla privacy e alla sicurezza dei bambini. In questo articolo esploreremo i potenziali rischi e le implicazioni, nonché le strategie per un uso consapevole e sicuro dei social media in questo contesto.

 

Cosa vuol dire sharenting?

 

Sharenting è un termine inglese che deriva dalla fusione delle parole share (condividere) e parenting (genitorialità). Si riferisce alla pratica, sempre più comune, di alcuni genitori di condividere online foto e video. Questo fenomeno include la pubblicazione di immagini delle prime tappe della crescita, aneddoti personali, successi scolastici e altre esperienze significative. 

Le motivazioni dietro questa pratica possono essere le più disparate:  dal desiderio di tenere aggiornati amici e parenti lontani, al voler documentare e celebrare i momenti importanti della vita dei propri figli. Tuttavia, questa pratica solleva anche preoccupazioni legate alla privacy e alla sicurezza dei minori, poiché le informazioni condivise possono essere viste e utilizzate da persone sconosciute e potenzialmente pericolose

Inoltre, può avere implicazioni per la futura reputazione digitale dei bambini, influenzando la loro identità online senza il loro consenso.

 

La questione della privacy

 

Il problema dello sharenting non risiede tanto nella condivisione in sé, ma nelle conseguenze che questa pratica, specialmente se eseguita in modo compulsivo e ripetuto, può avere sulla privacy del bambino.

Quando si pubblicano foto di bambini piccoli, questi non sono in grado di comprendere il significato di tali azioni, e legalmente si configura come una violazione della loro privacy

Anche i bambini hanno diritto alla privacy, e la diffusione di immagini che li riguardano può ledere la loro individualità. Crescendo, e diventando adolescenti, possono scoprire di avere una presenza online di cui non erano consapevoli. 

 

In Italia e in altri Paesi, non sono mancati i casi in cui adolescenti, una volta consapevoli della quantità di immagini online che li riguardavano, hanno fatto ricorso ai tribunali per obbligare i propri genitori a rimuovere le foto pubblicate sui social.

 

Quali sono i potenziali rischi dello sharenting?

 

Le conseguenze di questa esposizione continua sono molteplici e complesse. Ad esempio: 

 

  • Violazione della privacy: come anticipato, la privacy dei bambini è un diritto fondamentale, sancito dalla Convenzione dei diritti dell’Infanzia e dal GDPR. La condivisione di dati personali e sensibili può compromettere seriamente questo diritto.
  • Perdita di controllo sull’immagine: una volta pubblicate, le informazioni e le immagini dei bambini rimangono online, rendendo difficile il controllo sulla loro diffusione e potendo influenzare negativamente il futuro dei minori.
  • L’aspetto psicologico: l’esposizione costante può causare stress e ansia nei bambini, soprattutto quando iniziano a navigare autonomamente e scoprono la propria identità digitale, spesso costituita da immagini intime condivise senza il loro consenso.
  • Furto d’identità: le foto e i dettagli personali dei bambini possono essere utilizzati da malintenzionati per creare false identità o per scopi fraudolenti. 
  • Rischio di pedopornografia e adescamento: foto e video innocenti ma intimi possono essere utilizzati da malintenzionati, manipolati con programmi di editing e trasformati in materiale pedopornografico. La condivisione di informazioni personali come passioni, attività sportive, scuola frequentata e abitudini può fornire ai malintenzionati strumenti per avvicinare e adescare i minori online.

 

La Legislatura italiana

 

Nel nostro ordinamento, l’immagine della persona è protetta da diverse norme. La Legge sul diritto d’autore stabilisce che nessun ritratto di una persona può essere esposto senza il suo consenso

Il Codice della privacy tutela la riservatezza dei dati personali, mentre l’articolo 10 del Codice Civile permette di richiedere la rimozione di un’immagine che leda la dignità di un individuo, con la possibilità di ottenere un risarcimento danni. Tuttavia, quando si tratta di minori e consenso, esiste un’ambiguità: il consenso richiesto non è quello del minore, ma quello del suo rappresentante legale, cioè il genitore. Cosa accade quando gli interessi del genitore entrano in conflitto con quelli del minore? Vediamo cosa prevedere la proposta di Legge presentata alla Camera dei Deputati.

 

Cosa prevede la proposta di Legge

 

La proposta di legge presentata alla Camera dei deputati, intitolata “Disposizioni in materia di diritto all’immagine dei minorenni”. 

Questa proposta affronta i rischi legati allo sharenting, cioè la pratica dei genitori di pubblicare foto dei figli sui social media, evidenziando pericoli come lo sfruttamento commerciale e la pedopornografia. La proposta di Legge, articolata in tre punti, mira a proteggere la privacy dei minori: non vieta completamente la condivisione delle loro immagini, ma la limita

Ad esempio, prevede l’obbligo di informare l’AGCOM con una dichiarazione firmata da entrambi i genitori. Per contrastare lo sfruttamento commerciale, si propone che eventuali guadagni derivanti dall’esposizione mediatica dei bambini siano depositati in un conto bancario intestato al minore, accessibile solo al compimento della maggiore età, salvo eccezioni.

 Inoltre, al raggiungimento dei 14 anni, i minori avranno il diritto all’oblio digitale, potendo richiedere la rimozione dal web di tutti i contenuti che li riguardano.

 

Consigli per una condivisione consapevole

 

Per proteggere i propri figli dai rischi dello sharenting, è fondamentale distinguere tra immagini private e pubbliche, evitando di mostrare il volto dei bambini in modo evidente. Opta per foto che non mostrino direttamente il viso o che lo coprano, riservandole per un uso privato

Limita la condivisione di informazioni personali, evitando di divulgare dettagli specifici su passioni, routine quotidiane e altre informazioni personali dei tuoi figli

Per i figli più grandi, chiedi il loro consenso prima di condividere le immagini online, utilizzando queste occasioni per discutere di sicurezza e comportamento digitale, educandoli sull’importanza di proteggere la propria privacy online.


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